Sabato 19 Giugno 2021, sono le h 7,15.

19 giugno 2021

Appena terminiamo di caricare il sidecar l’aria frizzante del primo mattino ci accoglie nel breve tragitto che da casa di Carlo ci porta da Francesco Mancini del Birrificio del Forte, a soli 6 km di distanza. Pietrasanta è famosa per gli affreschi e le statue di Botero, con diavoli e angeli sovrappeso, ma per noi appassionati è la patria della “Due Cilindri”, della “Gassa d’Amante” e altre creazioni del birrificio. Francesco ci accoglie con cornetti caldi che Pietro abbinerà alla porter, mentre Carlo si berrà il primo caffè della giornata. Francesco ci racconta la storia del birrificio, della Birra Santa e de “il Tralcio” nelle loro evoluzioni. Il sidecar riceve un nuovo adesivo ed è già ora di partire.

 

 

 

19 giugno 2021

Imbocchiamo l’Aurelia e quindi l’autostrada in direzione Recco, celebre per la focaccia al formaggio. Lungo l’autostrada passiamo dalla pianeggiante Versilia ai rilievi liguri. Ad un tratto la strada apre verso il mare dove vediamo danzare i velieri di passaggio dalle cinque terre o diretti verso la Sardegna. Usciamo dall’autostrada e seguiamo una bella strada panoramica che ci conduce nel paesino di Camogli. Qui Wally ha deciso di aprire il suo punto vendita di cose buone. Oltre ala birra artigianale, comune passione, anche vini naturali e delicatesse alimentari trovano posto tra gli scaffali. Condividiamo un caffè e due chiacchiere prima di ripartire verso Savona.

 

 

 

19 giugno 2021

Riprendiamo l’autostrada senza avere neppure il tempo di assaggiare una focaccina al formaggio. Dopo pochi chilometri usciamo a Savona e cominciamo ad inerpicarci su una strada tutta curve che ci porta sul Sassello. La guida del sidecar è un’attività di squadra. Durante la prima giornata ci siamo preparati a spostare il peso in sincronia verso l’interno della curva. Adesso è giunto il momento della grande prova. Prima dolcemente e poi in modo più secco le curve ci impongono esercizio fisico. Procediamo a ritmo sostenuto verso il nostro obiettivo. Il sidecar dondola con i suoi passeggeri prima a destra e poi a sinistra in un’andatura a zig-zag al limite della tenuta inerziale.

 

19 giugno 2021

Arriviamo puntuali per l’ora di pranzo da Giorgio Maso del Birrificio dell’Altavia. Un’acqua particolarmente pura è alla base delle sue basse fermentazioni. Il legame con la sua terra si ritrova sia nella produzione agricola di orzo e luppolo, sia nei nomi delle birre: Badani (come il paese), Contamusse (bugiardo/fanfarone in dialetto) e via dicendo. La mamma di Giorgio ci ha preparato una lasagna fatta con il pesto: sempre sia benedetta quella donna e le sue arti culinarie.

 

 

 

 

mulino

Lasciamo il birrificio e la tap room per andare verso il paese. Il paesino è bandiera arancione. Giorgio ci spiega che, per i paesi dell’entroterra, l’arancione corrisponde al blu delle bandiere dei paesi di mare. Conosciamo un mugnaio, Diego, proprietario dal 1830 del mulino del paese, ancora rigorosamente con macine in pietra e attivato dall’acqua del ruscello. La ruota del mulino gira potente e silenziosa all’esterno dell’opificio dove questo signore, con maestria e competenza accumulata in generazioni, produce farine con i prodotti locali.

 

 

 

 

Durante il percorso dal birrificio al paese abbiamo sentito un rumore provenire dal sidecar e decidiamo di controllare. Abbiamo un problema! Sono saltate le saldature del portapacchi posteriore dove abbiamo legato i bagagli. Carlo risolve velocemente legando il portapacchi al sidecar con un cavo a cricchetto. E si riparte! Stavolta la destinazione è Genova.

quality beer accademy

Scendiamo dondolando dalla montagna e, in poco tempo, arriviamo a Genova passando dal porto antico, dove un vecchio veliero dorme nelle acque del porto a vantaggio dei turisti.

Arriviamo nel nuovo locale di Quality Beer Academy dove Lorenzo e Rolando Bossi ci accolgono. Hanno sostenuto la realizzazione della Guida dell’Espresso per aiutare la diffusione della cultura della birra di qualità. Nel loro punto vendita parlano ai clienti di stili, prodotto, servizio, abbinamenti, cercando di trasmettere la cultura e la passione che hanno portato Rolando, ben 45 anni fa, ad intraprendere questo lavoro. Salutiamo padre, madre, figlio e nuora e ci dirigiamo nella vecchia area industriale.

 

 

maltus faber

 

Nei locali dell’antica fabbrica di birra Cervisia, Massimo Versaci e Fausto Marenco, da più di dieci anni, hanno dato vita al progetto Maltus Faber. Alcuni avventori sorseggiano le birre nella tap room del birrificio mentre Fausto ci mostra la sala cotta e ci racconta la storia del birrificio e della loro Triple. È giunta l’ora di portare il sidecar a riposare in un parcheggio e proseguire il nostro giro a piedi nei carruggi.

maltus faber

Andiamo subito in albergo a depositare i bagagli. Scopriamo che la stanza è al sesto piano di un palazzo senza ascensore. La dodicesima fatica di Ercole al confronto era una bazzecola! Ci tuffiamo subito nei vicoli del quartiere portuale, osserviamo la varia umanità che popola queste strade, tra una rissa scampata e qualche sorridente prostituta, riusciamo ad arrivare al Jalapeno, un beer shop con una piazzetta vicina.

 

 

19 giugno 2021Carlo finalmente può bere la prima birra della giornata! Ci allontaniamo nella luce soffusa e nell’aria umida e calda dei carruggi in direzione del tempio della birra artigianale del capoluogo ligure: la Scurreria. Vittoria e Alessandro ci accolgono nel loro locale e spillano la prima birra e Carlo regala un po’ di carne secca agli ospiti. Il locale è davvero molto curato e c’è un bell’ambiente. La cura si vede sia dalla pulizia, dal servizio, ma anche da piccole chicche come la maionese alla paprika dolce affumicata ed altre salse autoprodotte che accompagnano alcuni piatti.

 

 

 

2 +

Durante la nostra permanenza alla Scurreria, cullati dalle chiacchiere con Vittoria e le birre di Alessandro e Giorgio, ci viene a trovare uno dei ragazzi di Birra2+; si tratta di una neonata beer firm che produce presso il birrificio El Issor. Ci fa assaggiare i prodotti e passiamo la serata a parlare di birra e gossip.

Alla fine della bella serata ci avviamo verso l’albergo quando, ad un tratto, vediamo un palazzo nobiliare tutto affrescato al cui interno, al primo piano, è attivo un cocktail bar. La curiosità è tanta e quindi saliamo ad assaggiare un miscelato per poter osservare la location spaziale di Les Rouges. Non capita tutti i giorni di bere un gin tonic all’interno di un museo!

A questo punto ci manca l’ultima fatica della giornata prima di poterci abbandonare ad un sonno ristoratore: i sei piani di scale per arrivare in albergo!

 

Per questa tappa Ringraziamo Big Hop oltre a 1001 Birre, YHOP e Le Guide dell’Espresso sempre con noi.

19 Giugno 2021

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