L’inizio di tutto….

Ci siamo conosciuti sui social, in uno di quei gruppi Facebook che sembrano la versione brassicola di Tinder.

Nel settembre 2020, dopo il lockdown, dopo l’estate e un attimo prima della nuova chiusura, Pietro è sceso a Roma e Carlo si è offerto di fargli fare il classico tour dei birrifici della via cassia, poiché il suo salumificio è proprio a metà strada. Due birrette, due strisce di carne secca e si finisce al “Ma che siete venuti a fa?”, lo storico sancta sanctorum dei pub indipendenti italiani, la mecca degli appassionati romani e non solo.

In quell’occasione si festeggiava il tradizionale giorno dedicato a Cantillon ed alle sue birre acide, lo Zwanze. L’edizione del 2020 sarebbe stata ottima per condire l’insalata. Ma il bello degli azzardi è proprio che puoi toccare il cielo o infilarti in uno stagno con la medesima facilità.

Abbiamo parlato, fatto amicizia, condiviso la passione del rugby e della birra artigianale, Carlo ha espresso il desiderio di visitare locali e distributori e Pietro voleva andare a visitare i birrifici italiani.

Carlo aveva coronato pochi mesi prima un suo sogno: comprare un sidecar. Un mezzo d’altri tempi, molto evocativo, difficilissimo da guidare. Il veicolo si presta ad un turismo lento, all’immersione nel paesaggio ed alle passeggiate panoramiche.

Così nasce l’idea del Sidebeer Tour, che poi si trasformerà in una versione moderna delle avventure di Don Chisciotte, Sancho Panza e Ronzinante.

Come nelle migliori storie, l’imprevisto è dietro l’angolo e l’intero paese ripiomba in una situazione emergenziale e il tour viene rinviato. Il tempo a disposizione viene utilizzato per pianificare e programmare il giro nel dettaglio. Pietro contatta i birrifici, Carlo i locali e i distributori, non necessariamente in quest’ordine. Pietro crea i canali social e inizia l’attività di comunicazione per coinvolgere gli amici appassionati nel nostro tour. Carlo prepara il mezzo in vista del viaggio cambiando olio, filtri, gomme e la pinza freno viene presa in prestito da una moto da corsa per potenziare la frenata.

Carlo propone di fissare una regola: il pilota non beve fino a fine serata, quando parcheggia il sidecar e si avvia a piedi all’evento di fine giornata.

Appena cominciamo a chiamare i birrifici e i locali chiedendo di poter passare, si sparge la voce e cominciano ad invitarci a passare, poi a chiedere di passare e qualcuno rimane persino male del fatto che non ce la facciamo a passare.

Il percorso prende forma: 8 regioni 30 locali, 30 birrifici, 4 distributori per un totale di 2450 km in 7 giorni.

La crisi sanitaria inizia a scemare lasciando intravedere spiragli di luce e i vaccini iniziano ad essere una realtà. Così si fissano le date: 18-24 Giugno 2021. Pietro prende le ferie dal lavoro e Carlo organizza la produzione in modo da potersi allontanare.

I preparativi diventano sempre più serrati: prenotazioni alberghi, orari di arrivo da comunicare ai birrifici ed ai locali, gli sponsor che si aggiungono a sostegno del progetto. Un guasto meccanico rischia di fermare tutto, ma Carlo risolve il tutto trovando il pezzo di ricambio tramite Facebook.

Proprio in quei giorni l’Espresso avrebbe fatto uscire in edicola una guida dedicata alle birre d’Italia. Carlo, insieme a Mauro, presidente dell’Unione degustatori di Birre, ed Andrea, patron di Cronache di birra, si era occupato della selezione dei birrifici artigianali italiani e della redazione delle introduzioni regionali. E fu così che l’Espresso propose di rilanciare la nostra iniziativa sfruttando il potere mediatico a disposizione. L’occasione raccontare anche ad un pubblico più ampio il mondo della birra artigianale era ghiotta, quindi accettammo.

Era sempre più evidente che il tour, da passeggiata tra amici, era diventato qualcosa di completamente diverso.

Il mondo della birra artigianale stava chiedendo aiuto, aveva bisogno di eroi. Ci siamo infilati la tutina aderente di Batman e Robin, siamo saliti a bordo della batmobile a 3 ruote e siamo corsi a salvare il mondo.

Ti potrebbe piacere: